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Giovedì 05 Maggio 2011 22:13 |
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ORISTANO. I Giovani comunisti, il Collettivo studentesco oristanese, il Coordinamento precari scuola e la Federazione della sinistra aderiscono all'appello lanciato da Emergency e promuovono un presidio contro l'intervento militare in Libia. Dalle 17 saranno in piazza Eleonora per ricordare che la scelta del parlamento contrasta con l'articolo 11 della Costituzione. Il coordinamento spiega di essere contro «La retorica ipocrita dell'interventismo democratico e della guerra umanitaria che è un copione logoro, già visto in Serbia, in Afghanistan, in Iraq, che non siamo più disposti ad accettare. Alle potenze imperialiste interessa mettere le mani sulle risorse energetiche, ingrassare con le spese militari e con la corsa agli armamenti le lobby al potere, sostenere regimi falsamente democratici». L'Unione Sarda 2 aprile 2011 |
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Giovedì 05 Maggio 2011 22:04 |
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ORISTANO. In corteo per chiedere le dimissioni del premier Silvio Berlusconi. Anche ieri, come in tante altre città italiane, il Popolo Viola è sceso in piazza con pentole, coperchi, trombette e gli immancabili bonghetti. Ma anche le bandiere, il Tricolore e quella della pace con i colori dell'arcobaleno. Una manifestazione tranquilla, un po' di chiasso per sottolineare la difesa della Costituzione. Non erano tantissimi, più o meno un centinaio a sfilare. Soprattutto giovani e studenti che hanno fatto notare la loro presenza anche con cartelli di protesta contro la riforma della scuola e i tagli all'istruzione pubblica. Puntuali, alle dieci e mezza, sono partiti da piazza Eleonora, non prima aver fatto un po' di baccano ai piedi della gradinata del Palazzo degli Scolopi, gridando slogan di indignazione sugli ultimi fatti che hanno travolto il Governo. Percorsa la via Sant'Antonio si sono diretti dinanzi all'ingresso principale del Tribunale. Qui ha preso il via la "Maratona costituzionale", con i manifestanti che si sono avvicendati al megafono per leggere gli articoli della Costituzione. «La Costituzione non si tocca - ha spiegato ai giornalisti Anna Corrias, fra i promotori del movimento -: è la seconda volta che manifestiamo pubblicamente in città, dopo l'iniziativa dello scorso luglio contro la "legge bavaglio". Più che viola, si poteva definire un popolo variopinto: persino due studenti del liceo classico vestiti da veline «no, siamo b....», precisavano mostrando irriverenti cartelli di invito al presidente del Consiglio «Silvio, chiamami...». Tante le donne, alcune particolarmente giovani, come Barbara Mulas, 23 anni, che mantiere il suo bambino di quattro lavorando in un call center. «Sbarcare il lunario nella mia situazione non è facile. Perciò sono qui a gridare la mia rabbia per una situazione ormai intollerabile». Un migliaio di volantini distribuiti fra la gente e difronte alle scuole, ma anche sms e soprattutto, tanto Face book, questi, spiega Roberta Mura, 22 anni, disoccupata, gli strumenti utilizzati per invitare a partecipare alla manifestazione. «Aperta a chiunque non si senta rappresentato da questo Governo nazionale». Alla manifestazione hanno aderito anche la Federazione di Oristano del Partito della rifondazione comunista, il Coordinamento provinciale dei Giovani Comunisti e il Coordinamento provinciale della Federazione della Sinistra aderiscono. Gli stessi nel pomeriggio, attraverso un comunicato hanno ribadito l'invito a partecipare anche all'iniziativa in programma stamane, prtomossa dalle donne in città come in tutta Italia, dal titolo "Se non ora quando", in programma in piazza Roma alle 11. L'iniziativa, spiega il documento, è «per ribadire la richiesta di dimissioni di Berlusconi e del suo governo e per riaffermare la dignità delle donne, per contrastare l'uso personale del Parlamento e delle istituzioni democratiche e opporsi alla mercificazione dei corpi e delle menti delle persone». L'Unione Sarda 13 febbraio 2011 |
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Giovedì 05 Maggio 2011 21:57 |
«Una riforma da contrastare» Rifondazione contro il piano di ridimensionamento «Si rischia di perdere altri posti di lavoro» ORISTANO. Anche Rifondazione comunista si schiera contro il piano di ridimensionamento della scuola. La Federazione di Oristano si affianca al Coordinamento dei precari della scuola, che nei giorni scorsi, hanno scritto una lettera aperta all'Anci e ai presidenti delle Unioni dei Comuni della provincia, in relazione alle linee guida per il dimensionamento della rete scolastica della Sardegna e del territorio dell'Oristanese in particolare. «Occorre attuare tutte le azioni di contrasto necessarie a scongiurare la rigida applicazione dei parametri ministeriali contenuti nella legge 133 del 2008, che nel contesto geografico e demografico della provincia di Oristano produrrebbe ulteriore desertificazione socio-culturale, conseguente alla soppressione dei presidi scolastici statali in molti piccoli centri, soprattutto in quelli interni e periferici, aggravandone il processo di spopolamento in corso e scaricando sui già esigui bilanci dei Comuni i costi relativi al servizio di trasporto dell'utenza scolastica locale», afferma il segretario provinciale di Prc, Giorgio Garau. Le preoccupazioni riguardano anche il rischio di cancellazione di posti di lavoro «attraverso l'ulteriore espulsione di personale scolastico precario, docente e non, con gravi ricadute economiche e sociali per tutto il territorio provinciale». Da qui l'appello a sindaci, amministrazioni locali, consigli comunali e unioni dei Comuni «non si rassegnino a subire passivamente decisioni assunte altrove e applicate senza alcuna considerazione per le peculiarità dei loro territori e per la vita civile delle proprie comunità, ma al contrario si mobilitino per richiedere l'adozione di tutte le misure di salvaguardia previste nello stesso decreto ministeriale». Infine la richiesta della convocazione del Tavolo Tecnico Regionale e l'avvio di una nuova trattativa col ministero dell'Istruzione «che permetta la cancellazione del disastroso accordo Gelmini - Baire del 2009». M.C. |
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 05 Maggio 2011 22:07 )
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Lunedì 24 Gennaio 2011 01:59 |
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Punta alla «costruzione di una Sinistra a Oristano», l’iniziativa della Federazione della sinistra che ha organizzato per oggi nel Mariano IV Palace Hotel un incontro pubblico sul tema: «Uniti contro la crisi». L’iniziativa, promossa dalla Federazione della Sinistra vuole avviare un percorso di confronto aperto a tutte le forze della sinistra presenti in città, su questioni concrete, a partire dalla crisi economica e sociale e dalla crisi della stessa sinistra. «Proponiamo - scrive Giorgio Garau di Rifondazione comunista - la costruzione di una iniziativa politica condivisa, che abbia l’ambizione di incidere nella realtà locale». «Aderiscono anche i Giovani comunisti: «Ricostruire la sinistra è un obbiettivo arduo e assai difficoltoso data la realtà politica e culturale del territorio in cui viviamo, ma oggi più che mai necessario», scrive Marco Contu, portavoce provinciale del Giovani comunisti in una lettera aperta rivolta ai giovani ed agli studenti. «L’assemblea nasce dal proposito di fondare una Sinistra che parta dal basso e non dall’incontro delle segreterie di partito come spesso siamo abituati a vedere». Per questo l’appello si rivolge «alle donne e agli uomini, alle ragazze e ai ragazzi di sinistra a tutte le forze della sinistra organizzate, all’associazionismo, al no-profit, al movimento degli studenti, agli iscritti alla sinistra sindacale, nella Cgil e nei sindacati di base, ai precari e ai disoccupati», si legge ancora. Progetto che, secondo Contu «per essere valido deve vedere protagonisti soprattutto noi giovani, le studentesse e gli studenti. L’autunno appena trascorso ci ha mostrato come le scuole oristanesi siano popolate da migliaia di ragazze e ragazzi non più disposti a subire tutto». M.C. LA NUOVA SARDEGNA 21 gennaio 2011 — pagina 01 sezione: Oristano
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 05 Maggio 2011 22:54 )
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